Giornata della memoria: l’importanza di ricordare

La giornata della memoria nelle scuole.

La giornata della memoria ricorre il 27 gennaio di ogni anno per ricordare il 27 gennaio del 1945 quando le truppe sovietiche arrivarono presso la città polacca di Auschwitz scoprendo il vicino campo di concentramento e liberandone i superstiti.

L’apertura dei cancelli di Auschwitz mostrò al mondo intero la tragedia che si era consumata in quel luogo.

Perché istituire una giornata della memoria?

“[…] in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere” – è quanto si legge negli articoli 1 e 2 della legge n. 211 del 20 luglio 2000, che aggiunge – “sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado[…]”.

Ma come parlare ai ragazzi della Shoah?

Abbiamo raccolto di seguito alcune attività organizzate nelle scuole Italiane:

1)Lettura di libri

la città che sussurrava
Tratto da “la città che sussurrava”

È un’attività che può essere trasversale a tutte le tipologie di scuole in quanto esistono libri per tutte le età. Ne suggeriamo alcuni di seguito con l’età indicativa consigliata per la lettura ed una breve descrizione:

7 anni: Il volo di Sara – di Lorenza Farina e Sonia Maria Luce Possentini

L’incontro tra una bambina e un pettirosso in un campo di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale. Il piccolo pettirosso deciderà di portare con sé questa nuova amica dal nastro azzurro tra i capelli, perché la Shoah e i campi di concentramento sono cosa troppo crudele per una bambina.

7 anni: La portinaia Apollonia – di Lia Levi ed Emanuela Orciari

Siamo nel 1943 e la città di Daniel è invasa dai soldati cattivi, i nazisti. Il papà è a combattere e la mamma lavora in casa. Daniel deve correre a fare la fila per comprare da mangiare. Ma è la portinaia Apollonia, di sicuro una strega, a spaventarlo più di tutto. Finché un giorno non si scoprirà che “anche una strega a volte può salvare un bambino”

7 anni: La città che sussurrò – di di Jennifer Elvgren e Fabio Santomauro

A Gilleleye, un villaggio della Danimarca, nel 1943 vennero nascosti e salvati 1700 ebrei, grazie al coraggio di tutti gli abitanti. La storia commovente di un paese che sussurrando guidò tante persone verso la salvezza, raccontata da Anett, una bimba sveglia e intraprendente.

8 anni: L’albero di Anne di Irène Cohen Janca e Maurizio A.C. Quarello

Un vecchio ippocastano, nel cortile di una casa alle spalle di uno dei tanti canali di Amsterdam racconta la sua storia più recente: il suo incontro con Anne Frank. L’albero è preoccupato perchè si è ammalato ed ha paura dei parassiti. I parassiti più pericolosi sono i tarli, i tarli della memoria. Quelli che vorrebbero intaccare, fino a negarlo, il ricordo di Anne Frank.

8 anni: La bambina del treno di Lorenza Farina, ill. da Manuela Simoncelli

Lungo la strada gli occhi di una bambina si incontrano con quelli di un bambino che dal ciglio della strada guarda incuriosito i treni sfrecciare. I due si salutano con la mano e il racconto della storia passa a quest’ultimo, che chiede a sua madre il perché di quel viaggio. Due bambini, due madri, due punti di vista. E un viaggio verso una destinazione che nessun essere umano avrebbe mai dovuto vedere.

13 anni: Un libro per Hanna – Mirjam Pressler

Germania, 1939. Hanna, 14 anni, è ebrea. Con le leggi razziali in vigore non ha una vita facile. Ma c’è una speranza: la possibilità di emigrare in Palestina. È l’inizio della sua odissea: Hanna e le amiche Mira, Bella, Rosa, Rachel e Sarah sono deportate nel campo di concentramento di Theresienstadt. Insieme, le sei ragazze fondano una piccola comunità solidale, con una sola regola: non arrendersi mai.

13 anni: Storia di una ladra di libri – Markus Zusak

Fu a nove anni che Liesel iniziò la sua brillante carriera di ladra. Certo, aveva fame e rubava mele, ma quello a cui teneva veramente erano i libri, e più che rubarli li salvava. Il suo secondo libro lo sottrasse al fuoco di uno dei tanti roghi accesi dai nazisti. A loro piaceva bruciare tutto: case, negozi, sinagoghe, persone… Piano piano, con il tempo ne raccolse una quindicina, e quando affidò la propria storia alla carta si domandò quando esattamente la parola scritta avesse incominciato a significare non solamente qualcosa, ma tutto.

Concludiamo l’elenco suggerendovi il fumetto “MAUS” di Art Spiegelman. Abbiamo più volte evidenziato come il fumetto possa essere utilizzato come strumento didattico e questo testo rientra tra quelli che andrebbero letti e analizzati a scuola alla stregua di qualsiasi altro testo letterario.

2) Visione di film

Un’alternativa ai libri possono essere i film. Di seguito alcuni suggerimenti:

jona nella balena
Tratto dal film “Jona che visse nella balena”

Il bambino con il pigiama a righe (2008). Il film di Mark Herman è il racconto toccante e straziante dell’amicizia tra due bambini, Bruno, figlio di un ufficiale nazista, e Shmuel, un coetaneo che si trova al di là del filo spinato della “fattoria” costruita nelle vicinanze delle casa di Bruno.

Corri ragazzo corri (2013) È un adattamento del romanzo Run, boy, run di Uri Olev del 2000 e basato su eventi reali della vita di Yoram Friedman, un bambino di 9 anni scappato dal ghetto di Varsavia e in fuga dai nazisti, mentre la Seconda guerra mondiale imperversa.

Jona che visse nella Balena (1993) Tratto dal romanzo autobiografico di Jona Oberski, il film di racconta la vista nei campi di concentramento attraverso gli occhi di un bambino, il piccolo Jona, che, a soli 4 anni, viene portato con la famiglia nel lager di Westerbork e poi Bergen-Belsen.

Train De Vie – Un treno per vivere (1998) Nel 1941, gli abitanti di un villaggio ebraico romeno allestiscono un convoglio ferroviario finto per evitare la deportazione: alcuni di loro si travestono da soldati tedeschi e partono per raggiungere il confine con l’URSS e poi proseguire per la Palestina.

Vogliamo infine segnalare un’interessante iniziativa pubblicata sul sito “orizzonte scuola” che renderà possibile ad un prezzo ridotto la visione del film “Gli invisibili” c/o il cinema più vicino al vostro Istituto Scolastico.

3)Ricerche

campo di concentramento
campo di concentramento

È possibile chiedere agli alunni di effettuare delle ricerche sui temi della Shoah. Si inizia da una semplice ricerca lessicale. Tramite vocabolario, pc e magari anche utilizzando una biblioteca, si può ricercare il significato di parole come genocidio, Auschwitz, Shoah, olocausto, ghetto, etc… Una ricerca più difficile può essere invece quella relativa alle leggi che discriminavano il popolo Ebreo: I provvedimenti del Gran Consiglio del Fascismo in difesa della razza (6 ottobre 1938), Restrizioni civili e sociali: riunione del Consiglio dei Ministri tedesco il 12 novembre 1938, Leggi di Norimberga, etc… La ricerca può poi continuare nel campo della poesia. Ogni alunno può trovare una poesia, leggerla e provare a dare una propria interpretazione. Infine, si possono trovare immagini e foto dell’epoca per cercare di capire dove sono state scattate, da chi e cosa rappresentano. Tutte le ricerche possono essere poi collegate in un unico grande reportage. Il reportage potrebbe essere semplicemente un cartellone con immagini, finestrelle, testi e poesie. Potrebbe essere invece anche un padlet o un video che racchiude le foto di tutti gli elaborati.

4) Testimonianze-interviste

terracina
la testimonianza di Terracina a Parma

Cerchiamo di coinvolgere persone che hanno vissuto sulla propria pelle quegli anni terribili. Potrebbe essere un nonno, uno zio o qualche conoscente. Si potrebbe pensare di invitarle in classe per chiedere loro una testimonianza di quei fatti. Ci sono persone anziane che narrano con piacere di quei momenti che pur essendo tragici sanno che non vanno dimenticati. Se non si conoscono persone con questi requisiti si possono trovare on-line filmati originali relativi ad interviste. L’output finale in questo caso potrebbe essere la scrittura di un racconto o di un articolo di giornale. Un’altra idea è quella di realizzare una video intervista. In questo caso bisogna però assicurarsi di avere l’autorizzazione al trattamento delle immagini.