Le donne dell’Iran e le discipline STEM

Sono numerosi gli articoli che riguardano l’Iran e le proteste delle donne iraniane, in particolare attraverso il taglio di ciocche di capelli a sostegno delle lotte contro il regime islamico presente nel Paese. Noi invece vogliamo mettere in risalto un’altra notizia a cui non si è prestata particolare attenzione e cioè l’alta percentuale di donne musulmane, e in particolare iraniane, laureate nelle discipline STEM. Quello che in realtà può sembrare un paradosso in un paese in cui le donne vivono in una situazione di forte sottomissione, è invece un indice della loro resilienza e del loro valore nonostante le numerose difficoltà che devono affrontare quotidianamente.

Gap di genere nelle discipline STEM in Italia

In Italia, così come in molti altri paesi nel mondo, le donne tendono a scegliere discipline umanistiche per il proprio percorso formativo e professionale. Stando al rapporto AlmaLaurea, infatti, solo 1 donna su 6 sceglie di intraprendere una carriera universitaria in ambito STEM, mentre per gli uomini l’incidenza è di 1 su 3. Un rapporto ISTAT del 2020 indica che gli uomini che si laureano in discipline scientifiche e tecnologiche sono il 36,8%, mentre le donne che scelgono le materie STEM sono solo il 17%. Nei corsi di ingegneria, ad esempio, la presenza femminile si attesta al 22%, in quelli di informatica scende addirittura al 13%. Un altro aspetto molto interessante è che in Italia la differenza di genere tra i laureati in discipline tecnico-scientifiche risulta più spiccata al nord. Questo perché al centro e al sud c’è una maggiore disparità di genere e quindi le donne ricercano professioni che possano fornire maggiore sicurezza economica e che possano promuovere la loro emancipazione e indipendenza.

Le discipline STEM nel mondo islamico

La sociologa Saadia Zahidi, nel suo libro Fifty million rising: The New Generation of Working Women Transforming the Muslim World, evidenzia che, in molti paesi musulmani, tra le donne ci sono più laureate che altrove nei settori della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica (STEM) e ciò ovviamente influenza lo sviluppo socio-economico del paese. Le donne laureate nelle discipline STEM sono ben il 70% in Iran. In Oman, in Arabia Saudita, in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti sono il 60% e in Algeria le donne sono più del 40% di chi si laurea in materie scientifiche. In maniera diametralmente opposta invece, in America il numero di donne laureate in informatica è il 18% di tutti i laureati delle università informatiche del paese. Nei paesi islamici le donne devono affrontare numerosi ostacoli tipici di società conservatrici e dominate dagli uomini e, come negli altri paesi dove la differenza di genere è più marcata, aumenta la percentuale di coloro che scelgono di specializzarsi in queste discipline sia per assicurarsi un futuro più stabile che per favorire la propria emancipazione. 

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Le cause del gender gap nelle discipline STEM

Le principali ragioni del gender gap nelle discipline STEM sono dovute agli stereotipi culturali e ai pregiudizi di genere. Fin da piccole alle bambine vengono mostrate alcune attività e professioni prettamente femminili e altre maschili, anche attraverso i giochi, senza tenere conto delle attitudini e delle aspirazioni della persona. Ciò ovviamente promuove la scelta di determinati interessi, limitando la selezione di carriere che riguardano anche altri ambiti, e mina alla fiducia e all’autostima delle donne verso le proprie potenzialità. In aggiunta, proprio perché in alcuni settori il numero di personale femminile è molto basso, risulta molto più complicato accedervi o risulta più difficile integrarsi per via dei preconcetti e dell’ideologia patriarcale vigente. Un altro aspetto molto grave è che per le discipline STEM il tasso di occupazione femminile è comunque più basso di quello maschile così come la retribuzione a parità di livello.

Economia e STEM

Ciò che emerge da questa analisi è che nelle società più moderne dal punto di vista economico e culturale il numero di donne laureate nelle discipline STEM è inferiore. Le motivazioni possono essere molteplici: nei Paesi con economie in via di sviluppo e in transizione le politiche educative sono state guidate da preoccupazioni di carattere economico e la carenza di lavoratori istruiti ha comportato la promozione degli studi in ambito STEM. Un altro aspetto è che nei paesi più ricchi le donne hanno la possibilità di scegliere dei percorsi che gli siano più congeniali, ma ciò ovviamente riporta al discorso fatto in precedenza, e cioè che gli interessi e le aspirazioni di carriera sono comunque influenzate implicitamente dal proprio patrimonio socio culturale. L’idea che alcuni settori siano maschili oppure l’idea che un settore non sia congeniale o adatto ad una donna ovviamente ne riduce l’interesse da parte del genere femminile.

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Le STEM come rappresentazione della disuguaglianza

Le donne che decidono di intraprendere una carriera in ambito STEM, come le donne dell’Iran, raggiungono ottimi risultati e dimostrano come questi stereotipi siano falsi e dannosi per lo sviluppo socio-economico di un paese. A prescindere da se queste discipline vengano scelte perché rappresentano una maggiore sicurezza anche dal punto di vista finanziario o per attitudini personali, ciò su cui dobbiamo riflettere sono le difficoltà che le donne devono affrontare per essere prese sul serio in ambito lavorativo e per godere delle stesse opportunità degli uomini nonostante abbiano le stesse capacità e competenze.