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“RI”COMINCIA LA SCUOLA

Ci siamo…manca poco all’inizio dell’anno scolastico!!

Il primo ingresso a scuola segna, per i bambini, il passaggio ad una vita più autonoma dalla famiglia, caratterizzata da cambiamenti emotivi che necessitano, da parte del contesto scolastico, di un’attenzione e un’accoglienza adeguata.

Il periodo dell’accoglienza rende più semplice questo passaggio  facilitando il processo di “separazione” dall’adulto di riferimento, passo fondamentale per l’avvio del processo di socializzazione.

Fare una “buona accoglienza” non è cosa facile. Comporta il saper riconoscere il mondo interiore di ogni singolo bambino, rispettando i suoi tempi e i suoi bisogni.
Proprio per questo motivo, è fondamentale, in particolar modo all’inizio, stabilire una relazione insegnante – bambino favorevole. Bisogna dedicare il giusto tempo all’ascolto, alla rassicurazione, al contenimento di ansie, e un’attenta osservazione finalizzata ad individuare bisogni e peculiarità di ciascun bambino.

La giusta attenzione non deve essere rivolta solo ai bambini che si approcciano al mondo scolastico per la prima volta, anche  per i bambini di 4 e 5 anni, già frequentanti, è necessario creare una situazione di serenità e rapporto personale per aiutarli a riappropriarsi degli spazi, tempi e relazioni, lasciati al termine del precedente anno scolastico.

Al fine di creare un’atmosfera spontanea e serena, sarebbe utile creare vari angoli di gioco libero,di espressione grafico-pittorica,di movimento,di drammatizzazione, attività manipolative, canzoni, ascolto di semplici storie, filastrocche e poesie.

Non è da sottovalutare l’importanza, da parte della scuola, di accogliere i bambini in modo personalizzato e di farsi carico delle loro emozioni e di quelle dei loro familiari in questo primo delicato momento di distacco e primo passo verso l’autonomia e costruzione di nuove relazioni con i compagni e con gli insegnanti.

Oltre all’accoglienza che gli insegnati riservano ai bambini, fondamentale è anche quella che bisogna dedicare ai genitori.

Sarebbe utile prevedere degli incontri per informarli sull’ organizzazione scolastica. Inoltre, gli insegnanti, dovrebbero rassicurare i genitori al fine di stimolarli a lasciare i figli con serenità; far capire loro l’importanza di una frequenza regolare del bambino; incoraggiarli a partecipare e a collaborare in prima persona alle attività proposte nell’ambito scolastico; considerare la scuola come un luogo importante per la crescita dei figli.

L’inserimento del bambino è un momento fondamentale che deve essere vissuto con serenità anche dalla famiglia, quindi è opportuno che la famiglia  gli trasmetta la propria fiducia e lo aiuti ad affrontare questo delicato momento di passaggio ad una vita più autonoma. A questo scopo, la scuola deve accogliere e inserire i bambini gradualmente, affinché il loro ingresso avvenga in modo tranquillo.

Gli alunni che entrano per la prima volta nella scuola dell’infanzia trovano un gruppo un pò disordinato di bambini che stanno per intraprendere un bellissimo viaggio insieme. Ogni bambino può reagire in modo diverso. I più piccoli si portano il pupazzetto o il giocattolo preferito, alcuni piangono, altri si attaccano ai vestiti degli insegnanti. In questa fase è importante prevedere delle attività didattiche da svolgere nei primi giorni di preparazione degli alunni alla frequenza della scuola.

Spesso la scuola organizza la festa di benvenuto, con regalini da portare a casa, giochi e canti per allietare i primi giorni di scuola.

Tra le attività che si possono proporre, vi è quella dei “tutor”.

Gli insegnanti propongono ai bambini di 5 anni l’esperienza dei “TUTOR” da vivere in occasione dell’ingresso alla scuola dell’Infanzia dei bambini più piccoli . Gli insegnanti spiegano ai bambini qual è il ruolo del «tutor» , ad esempio salutare i bambini; aiutarli; giocare con loro; fargli vedere come si usano i giochi; insegnare loro le regole: aiutarli a fare la fila, a mettere a posto i giochi ecc..

Poi, per sottolineare l’ importanza del ruolo che ricoprono i bambini/tutor, consegnano a ciascuno di loro un simbolo di riconoscimento, ad esempio una stella di feltro, da attaccare al grembiulino e da portare a scuola nei prossimi giorni in occasione dell’arrivo dei nuovi compagni.
Ai bambini di 5 anni, dunque, vengono affidati bambini di 3 anni, da accogliere, uno alla volta, anche con un primo gesto concreto: saluto, presentazione, dono di un disegno preparato dai tutors.

Inoltre, per favorire la socializzazione tra i bambini, gli insegnanti possono proporre ai bambini un percorso educativo-didattico attraverso il racconto di storie di amicizia che aiutano i bambini a riconoscere le emozioni, ad esprimerle e socializzarle, ad esempio il racconto  “Giallino e Piumetta:una storia di amicizia” oppure “Topazio e Pesce :una storia di accoglienza…una storia di amicizia”, seguito poi da una conversazione guidata da parte dell’insegnante.

E per la scuola secondaria di primo grado?

Vale lo stesso discorso, e gli alunni meritano la stessa attenzione ed accoglienza riservata ai più piccoli.

I nuovi arrivati in classe sono spaesati, incontrano diverse novità, a partire dal numero di insegnanti, la rigidità delle regole, la riduzione del tempo per l’intervallo rispetto alla loro affezionata scuola precedente.

Per rendere meno difficile accettare questi cambiamenti, anche per loro sarebbe utile proporre delle attività per distendere il clima, ravvivare gli animi e predisporre i corpi e le menti all’apprendimento.

Un esempio potrebbe essere quello di far presentare gli alunni attraverso una “carta d’identità speciale”:

1. MI PRESENTO: UNA CARTA D’IDENTITÀ SPECIALE

Per dare avvio alla formazione concreta della classe e per dare vita ai primi scambi e alle prime forme espressive dei nuovi alunni, si chiede loro di fornire, su carta, alcune informazioni di sé, senza dovere subito affrontare l’imbarazzo della presentazione diretta alla classe e all’insegnante.

Alcune informazioni sono di tipo personale, altre sono una piccola forma di indagine sulle loro conoscenze, sulla loro propensione alle materie di studio.

Sulla pagina iniziale va scritto: Carta di Identità di … nome e cognome dell’aluno e sotto va disegnato un riquadro in cui inserire una fototessera di sé o un autoritratto. Nella pagina successiva vanno indicate in verticale le seguenti voci:

– capelli:_ _ _ _ _ _ _ _

– occhi: _ _ _ _ _ _ _ _

– età: _ _ _ _ _ _ _ _

– segno zodiacale: _ _ _ _ _ _ _ _

– cibo preferito: _ _ _ _ _ _ _ _

– squadra di calcio: _ _ _ _ _ _ _ _

– canzone o cantante preferita/o: _ _ _ _ _ _ _ _

– animale a cui vorresti assomigliare: _ _ _ _ _ _ _ _

– una città che visiteresti: _ _ _ _ _ _ _ _

– un personaggio storico che ti piace: _ _ _ _ _ _ _ _

– una parola di cui ti piace il suono o il significato: _ _ _ _ _ _ _ _

– il titolo di un racconto o di una storia che ricordi: _ _ _ _ _ _ _ _

Sul frontespizio si può far scrivere in alto Comune di … e sotto far realizzare un disegno che raffiguri un monumento, un simbolo o lo stemma del comune di appartenenza.

2. TI INTERVISTO

Dopo che ogni alunno ha realizzato la sua speciale carta di identità, la utilizzerà per costruire un’ intervista: vengono invitati a sedersi in coppia allo stesso banco e a raccontare quanto scritto sulla carta di identità attraverso un’intervista reciproca. In questo modo prendono confidenza con i compagni e iniziano a socializzare con gli altri. Alla fine, ciascuna coppia si dispone davanti al gruppo della classe e ciascuno presenta l’altro e la sua carta di identità.

3. UN VOTO ALLA MATERIA

L’ultimo passaggio è proporre un ingresso dolce alla presentazione delle materie di insegnamento facendo parlare, ancora una volta, gli alunni. Ognuno di loro esprime una valutazione sulla materia che il docente presente insegna, chiedendo di dare una definizione della disciplina, di raccontare un argomento o un episodio che ricordano, di dare loro stessi un voto alla materia motivandolo. L’insegnante, successivamente, scrive alla lavagna il risultato delle votazioni in modo che si abbia una panoramica del grado di apprezzamento della disciplina all’inizio dell’anno. L’insegnante lancerà così una sfida: a fine anno i voti saranno più alti. Quindi raccoglie i fogli e li conserva fino alla conclusione dell’anno quando ripeterà con gli alunni la valutazione per verificare se la sfida è riuscita oppure no.

Nonostante l’attività sia semplice, ha una notevole carica motivante per gli studenti.

Queste sono solo alcune delle attività utili all’inserimento scolastico, fondamentali per ricevere un feedback positivo da parte degli alunni.

Infatti gli insegnanti, osservando attentamente i bambini, hanno rilevato come un impatto favorevole nei primi giorni di scuola, sviluppa nel bambino un atteggiamento positivo, di sicurezza affettiva e apertura verso i nuovi rapporti, le nuove attività, i nuovi spazi, i nuovi materiali e le nuove regole. Invece, un impatto sfavorevole dovuto, ad esempio, a pianti, rumore eccessivo, confusione, comporta nel bambino un atteggiamento di difesa e chiusura verso la nuova esperienza.

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