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Fratelli Grimm: tra realtà e leggenda

copertina dei fratelli grimm del 1812

copertina dei fratelli grimm del 1812

Conoscete le fiabe dei fratelli Grimm?

Di sicuro conoscerete alcune delle fiabe dei fratelli Grimm, come quella di Cenerentola, Biancaneve, Tremotino, Raperonzolo, Cappuccetto Rosso, …

Sono le cosiddette Kinder- und Hausmärchen pubblicate in Italia con il nome di Fiabe del Focolare.

Ma qual è la loro origine? Dove possiamo trovare i testi originali di queste fiabe?

Tralasciando le versioni fantasiose e cinematografiche che la Disney ha rivisitato, per renderle più adatte al pubblico infantile, conosciamo le vere storie?

Di certo, se ci aspettiamo tutte fiabe a lieto fine ci sbagliamo! Ma facciamo un veloce passo indietro…

C’erano una volta… due fratelli di nome Jacob e Wilhelm Grimm che decisero, agli inizi dell’800, di raccogliere Märchen: storie, leggende, intervistando gli anziani del luogo. Non era di certo un compito semplice! Le fiabe, fino a pochi decenni prima venivano tramandate oralmente di padre in figlio e con le ultime generazioni, questa tradizione stava svanendo insieme a quei racconti che per anni erano parte integrante della cultura del popolo tedesco.

I due studiosi di linguistica iniziarono quindi a recarsi nelle campagne dove vi erano gli ultimi custodi di un patrimonio culturale di inestimabile valore. Si imbarcarono nell’impresa di salvare tali racconti fiabeschi, che loro consideravano un prodotto peculiare ed autoctono del popolo tedesco.

Lungo il loro cammino incontrarono molte difficoltà. Innanzitutto molte delle fiabe che ascoltavano avevano una radice comune ma un finale diverso. Altre storie mancavano di nessi logici e consequenziali per cui le azioni accadevano senza un motivo e senza una spiegazione.

Nella prima edizione di Kinder- und Hausmärchen del 1812 gli autori hanno ben pensato di essere quanto più fedeli alle storie che avevano udito e trascritto. Le fiabe venivano raccontate in maniera nuda e cruda per cui spesso erano tragiche e non avevano un lieto fine. Inutile dire che l’antologia non riscosse molto successo.

Nelle edizioni successive, invece, vennero fatte delle modifiche allo stile delle fiabe ed ai contenuti. Inoltre furono aggiunti anche altri racconti ed il totale delle fiabe arrivò a 201 (oltre a 10 leggende per ragazzi). Il tono delle fiabe risultava più gentile; c’era un nesso logico che collegava le azioni dei protagonisti; venne introdotto il famoso c’era una volta.

È ormai difficile trovare e distinguere le storie “originali” da quelle rivisitate anche perché la prima versione tradotta in italiano è arrivata solo nel 1897 ed è più o meno fedele alle ultime pubblicazioni tedesche (modificate dagli stessi Grimm).

Di una cosa possiamo però esserne certi: il lavoro dei fratelli Grimm è stato e sarà ancora d’ispirazione per la realizzazione di libri, film d’animazione, serie tv e storie per bambini e adulti.

Vi lasciamo al link di un sito specializzato nella raccolta di fiabe dei fratelli Grimm.

Se siete interessati a far appassionare i bambini ed i ragazzi all’arte di raccontare una storia potete cliccare qui e proseguire la lettura.

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